Quante volte ci è capitato di fare qualcosa senza nemmeno rendercene conto perché eravamo troppo immersi nei nostri pensieri?
A volte rimaniamo intrappolati nel passato, rivivendo vecchi conflitti e situazioni negative. Rimaniamo ancorati a capitoli già chiusi della nostra vita. Ci precludiamo così occasioni di crescita e possibilità di evoluzione.
Altre volte veniamo proiettati nel futuro e ci preoccupiamo per cosa potrebbe andare storto, ci chiediamo se saremo in grado di affrontare le difficoltà, saturandoci così di ansia e apprensione.
In entrambi i casi perdiamo di vista l’unico momento in cui possiamo realmente vivere e agire.
Ricordiamoci il presente
La sfera di azione del nostro potere non copre il passato né il futuro. Possiamo agire solo nel presente. È da qui che siamo registi e protagonisti della nostra vita.
Rimanere nel presente significa vivere con maggiore consapevolezza ciò che stiamo facendo, pensando e provando, senza lasciare che la mente ci trascini continuamente altrove.
“Non vivere nel passato, non sognare il futuro, concentra la tua mente nel momento presente.” – Buddha
Non possiamo impedire alla mente di produrre pensieri, è la sua natura. Possiamo però scegliere di non farci trasportare continuamente da essi.
L’obiettivo non è svuotarla né controllarla completamente, ma sviluppare un rapporto diverso con i nostri pensieri, riconoscerli per quello che sono, senza identificarci automaticamente con essi.
Quando impariamo a riconoscere i pensieri senza seguirli, recuperiamo la possibilità di scegliere come rispondere alle situazioni invece di reagire automaticamente.
La qualità della nostra vita non dipende dall’assenza di pensieri, ma dalla capacità di restare in contatto con l’esperienza presente mentre quei pensieri vanno e vengono.

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