Quanto ti conosci davvero?

Sappiamo cosa ci piace e cosa ci infastidisce, cosa ci motiva e cosa no. Ma a volte basta un piccolo ostacolo a metterci in crisi e a farci capire che forse non ci conosciamo poi così bene.

Nel libro Insight, Tasha Eurich parte dall’idea secondo cui la maggior parte delle persone si considera autoconsapevole, ma solo una piccola percentuale lo è davvero.

Cos’è l’autoconsapevolezza?

L’autoconsapevolezza è la capacità di osservare se stessi senza giudizio. 

Significa riconoscere ciò che accade dentro di noi: emozioni, pensieri, comportamenti e comprendere cosa influenza le nostre azioni e le nostre scelte. 

Essere autoconsapevoli significa anche capire l’impatto che abbiamo sugli altri: come veniamo percepiti, cosa trasmettiamo attraverso il nostro modo di comunicare e di essere.

È una competenza dinamica che si sviluppa nel tempo attraverso la pratica quotidiana. È un percorso fatto di piccoli passi, ascolto e curiosità. Un allenamento costante che con il tempo ci porta a trasformare il nostro modo di stare nel mondo.

L’obiettivo è quello di scoprirsi e vedersi con più chiarezza. Vedere le proprie emozioni senza esserne sopraffatti. Osservare i propri pensieri senza esserne travolti.

Le due dimensioni

Ci sono due dimensioni distinte ma complementari dell’autoconsapevolezza:

Interna

È la capacità di riconoscere ciò che accade dentro di noi: emozioni, pensieri, valori, bisogni, paure, passioni.

Esterna

È la capacità di comprendere come gli altri ci percepiscono e come il nostro modo di essere e comunicare influisce sugli altri. Non sempre infatti ciò che intendiamo trasmettere coincide con ciò che gli altri percepiscono.

L’autoconsapevolezza è un equilibrio tra queste due dimensioni.

Perché è importante?

Sviluppare l’autoconsapevolezza ci aiuta a vivere in modo più intenzionale. È importante per:

  • fare scelte più allineate a chi siamo

comprendere capacità e limiti, cosa ci potenzia e cosa ci indebolisce, ci permette di prendere decisioni più coerenti con i nostri valori;

  • migliorare le relazioni

ci aiuta a comprendere meglio le nostre emozioni l’impatto che hanno su di noi ma anche sugli altri. Questo ci porta a comunicare in modo più efficace e a reagire con meno impulsività;

  • interrompere automatismi

ci aiuta ad individuare e interrompere automatismi di pensiero, schemi ricorrenti nel modo di percepire e interpretare la realtà e scegliere risposte più funzionali.

Come svilupparla

Si può sviluppare allenando l’osservazione di sè, senza giudizio. Ti propongo 3 strumenti:

  • Mindfulness

Può essere fatta ovunque e in qualsiasi momento, consiste nel portare l’attenzione al momento presente, focalizzandoci su ciò che stiamo facendo. Spesso invece il nostro corpo è nel “qui ed ora” ma la mente è altrove: guidiamo e pensiamo al passato, lavoriamo e immaginiamo il futuro.

Sintonizzandoci con i nostri pensieri, emozioni, e sensazioni nel momento in cui si manifestano, ci aiuta a riconoscere e comprendere cosa accade dentro di noi.

  • Journaling

La scrittura è uno spazio per ordinare i pensieri, liberarli. Per scrivere dobbiamo fermarci e riflettere, facendo chiarezza tra i nostri pensieri e le nostre emozioni. Attenzione: non deve essere uno strumento per rimuginare sui problemi, ma per farsi domande utili che aprano a nuove possibilità.

Qualche spunto da cui partire:

  • cosa è successo e cosa ho fatto?
  • Cosa ha funzionato e cosa no?
  • Cosa potrei fare di diverso?
  • Autoriflessione

Osservare pensieri, emozioni e comportamenti per individuare schemi ricorrenti, convinzioni limitanti. Quando riflettiamo su noi stessi, più che chiederci il perché di ciò che siamo e facciamo, possiamo chiederci:

  • questo pensiero mi aiuta o mi limita?
  • Ci sono cose che sto evitando di affrontare?
  • Feedback

Aprirsi al feedback degli altri è fondamentale per sviluppare la consapevolezza esterna. Chiedere feedback con curiosità per capire come veniamo percepiti dagli altri e scoprire aspetti di noi che non riusciamo a vedere.

Essere autoconsapevoli significa accogliersi senza giudicarsi, osservarsi con gentilezza.


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