Motivàti si nasce o si diventa?

Tendiamo a pensare che la motivazione sia una fiamma costante, sempre presente, che ci spinge verso ciò che desideriamo.

Ma chiunque abbia davvero provato a lavorare a un progetto o a una nuova versione di sé, sa che non funziona proprio così.

La motivazione non è sempre presente: oscilla, è dinamica. Non mantiene sempre lo stesso ritmo e la stessa intensità, si trasforma nel tempo.

A volte c’è all’inizio di un progetto ma poi ci rimane difficile mantenerla. Altre volte partiamo senza ma la troviamo strada facendo.

Ogni giorno vediamo sui social persone produttive, super cariche e motivate. Allenamenti perfetti, routine impeccabili, e pensiamo che dovremmo sentirci così anche noi: sempre carichi, ispirati, al top. Sempre pieni di energia e convinzione in quello che facciamo.

La realtà è che ci sono giorni in cui ci sentiamo invincibili e altri in cui anche le cose più semplici sembrano troppo grandi.

“Non importa quanto vai piano, l’importante è non fermarsi” – Confucio

Ci sono giorni in cui abbiamo bisogno di rallentare, fermarci, fare meno. Credo che questo sia il naturale funzionamento dell’essere umano.

Il fermarsi e il rallentare non cancellano i progressi fatti. Si può continuare anche lentamente, anche senza entusiasmo. Si costruisce anche nelle pagine scritte male, negli allenamenti corti, nei tentativi imperfetti.

Nei giorni in cui non riusciamo a dare il massimo.

La motivazione non è qualcosa che abbiamo o non abbiamo come la bicicletta. È qualcosa che va costruita e rinnovata ogni giorno.

La possiamo costruire anche nei giorni storti. Infatti non dipende solo dall’entusiasmo del momento.

Dipende dal significato che ha per noi quello che facciamo. Dal quel perché che ci spinge a fare un passo anche se piccolo, anche quando non è facile. Lo facciamo perché ne vale la pena. perché è importante per noi.

Uno degli inganni più comuni è che prima bisogna aspettare la motivazione e poi si può partire.

Aspettiamo di sentirci pronti, di sentirci meno stanchi, più sicuri, più ispirati.

Spesso è il contrario: è l’azione a generare motivazione. Arriva dopo. Alla fine è il movimento a creare energia.

Quando manca l’entusiasmo cosa fai? Ti fermi? Rinunci?


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